Perché Oldani? Perché un cuoco non poteva mancare tra le persone coinvolte in un progetto sulla buona alimentazione? Certamente ma non solo.
Perché al D’O la fanno da padrone materie prime umili e tradizionali, che esaltano la tradizione alimentare italiana, oggetto della Call for ideas? Anche questo, ma c’è di più.
C’è soprattutto l’assonanza tra lo spirito con il quale Oldani presenta il lavoro suo e della sua squadra e il medesimo spirito di cooperazione che anima il progetto di ideaTRE60.
Un’idea di circolarità che è insita nel nome stesso di “questo luogo”: 360°, un circolo virtuoso dove si incontrano idee, risorse, capacità realizzative, ideaTRE60 come catalizzatore, dove Condividere, Concorrere, Sostenere.
E Oldani così descrive la sua idea di “cucina circolare”:
“Nell’accingermi a creare la Cipolla caramellata con parmigiano caldo e freddo ero guidato dall’idea del palato come un’orchestra eterogenea in cui tutti gli strumenti, se diretti e sollecitati correttamente, producono melodie e armonie in perfetto accordo tra loro, un insieme di suoni che non prevaricano l’uno sul’altro. Dove non prevaricare non significa rinunciare a prevalere: c’è sempre uno strumento che in un dato momento del concerto spicca sugli altri, ma senza ostacolarne il percorso e l’andamento”.
E ancora: “Davide Oldani lavora al D’O, ma non è il D’O, e il D’O non è solo suo. Il suo compito, semmai, nella duplice veste di allenatore e giocatore, è quello di motivare la squadra, in quanto il ristorante è il marchio che lo identifica… Cucinare in squadra offre innumerevoli lati positivi: per prima cosa si cresce più velocemente grazie al clima di confronto e di attenzione al dettaglio, che finiscono per produrre idee innovative, e dunque nuove proposte in carta; e poi si va tutti nella stessa direzione… Grazie al gioco di squadra il ristorante non è fatto unicamente dallo chef, ma esiste e aspira all’eccellenza solo se considerato nel suo complesso, proprio come dovrebbe essere un team affiatato”.
Gli ingredienti dei suoi piatti devono “camminare insieme, mai uno davanti all’altro o viceversa. Il valore della materia, così come quello delle persone o delle idee altrui va esposto, mostrato, sebbene mai ostentato”.
Il Concorso di idee Alimentarsi bene, vivere meglio vuole riuscire a creare un nuovo piatto.
Ancora Davide Oldani: “La nascita di una nuova ricetta è infatti l’incontro di due diversi momenti. Di solito tutto nasce da un’intuizione, ispirata da qualcosa che vedi intorno a te. ... Una volta che si è accesa questa lampadina, si inizia un lavoro di ricerca sulla cottura, esaminando le diverse possibilità e scegliendo quella più adatta al piatto che si vuole ottenere, e sulla finitura, su ciò che si vuole abbinare all’ingrediente di partenza”.
Potevamo non chiamare in squadra uno con le idee così simili alle nostre?
Benvenuto Davide, noi ora aspettiamo i vostri “ingredienti”. Avanti con i progetti.
ALIMENTARSI BENE VIVERE MEGLIO
Come promuovere ed esaltare la straordinaria varietà e qualità dei tanti prodotti tipici che contraddistinguono le province e le regioni italiane? Si potrebbe trovare un alternativa alle catene di fastfood che grazie ad un massiccio marketing promozionale ed unito ad una politica di prezzi molto contenuti per l’utente, in tempi di recessione si stanno rivelando un sistema vincente. L’idea sarebbe quella di realizzare un franchising differenziato per ogni singola regione italiana che facesse però riferimento ad un progetto nazionale. Creare una catena di locali di ristorazione veloce dove poter gustare le produzioni locali, coinvolgendo le varie categorie del territorio ( panifici, coltivatori, piccoli produttori di salumi e formaggi, vino , pasticcerie, gelaterie ecc.). Ad esempio parlando della mia regione , la Toscana , potrei proporre un assortimento dei nostri salumi tipici e formaggi da sfruttare per gustosi panini o da utilizzare per crostini-crostoni. Sarebbe nondimeno interessante riuscire a valorizzare anche alcuni piatti che non vengono penalizzati da una cottura anticipata. Ogni regione ,o zona ancor più ristretta potrebbe proporre una zuppa tipica( es. ribollita o acqua cotta in Toscana, zuppa pavese in Lombardia, passata di cicerchie in Lazio o Campania ecc.) uno sformato a base di verdure e/o carne e formaggi o quanto altro purchè di produzione locale. Proporre ai clienti torte salate della zona e chiudere il cerchio con macedonie,frutta fresca, buoni gelati di produzione locale ed artigianale e dolci di tradizione del luogo. Proporre infine una scelta mirata di vini di produttori della zona, magari quelli meno noti ai più. Trovare un nome il più accattivante possibile che chiarisca senz’ombra di dubbio gli intenti del progetto ( mi viene in mente Trattoria Regionale Italiana, ma in questo temo di non essere molto creativo) ,un logo facilmente identificabile( mio figlio tredicenne riconosce quello di Mc Donald a un chilometro di distanza!) più tutta la promozione necessaria al lancio del progetto. Come già fatto in sede di commento sul blog dell’ amica Sandra Salerno queste mie riflessioni non hanno la pretesa di essere una panacea a queste tematiche, non so neppure quanto siano originali o materialmente realizzabili(probabilmente un qualsiasi esperto del settore può fare a pezzi tutto questo e ridurlo ad un utopia), ma mi piace pensare che se si riuscisse a coinvolgere le categorie sopracitate, con l’apporto di enti locale ed altro, si potrebbe creare un luogo di ristorazione a prezzi contenuti che rispondesse anche ai criteri di promozione di tutto quello che c’è di buono nelle nostre terre.
Complimenti per la bella e coinvolgente iniziativa, vi auguro uno straordinario successo
Roberto