Sono i giorni della Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici, che si è aperta lunedì 7 dicembre e che si chiude il 18 a Copenaghen.
Quale sarà il futuro del nostro Pianeta? Cosa faranno i Paesi sviluppati e quelli emergenti per salvaguardare la salute della Terra?
Al maxi-vertice, che vede in campo 193 paesi con 15.000 delegati e 110 capi di stato e di governo, sono cinque i pilastri di discussione e su tre le trattative stanno marciando compatte: trasferimento di tecnologie, adattamento e deforestazione. Scogli duri sono invece ancora la riduzione delle emissioni e, su tutti, il capitolo che riguarda i finanziamenti dove ci sarebbero solo impegni a breve termine, fino al 2012.
Secondo l'Organizzazione meteorologica mondiale, la prima decade di questo secolo sarà probabilmente la più calda mai registrata e che la tendenza all'aumento delle temperature non mostra di volersi fermare.
Molto, comunque, ruota intorno alle posizioni dei vari Paesi rispetto agli impegni di riduzione dei gas serra. L’obiettivo? COP15: Un accordo globale sul taglio delle emissioni di gas serra per superare, dal 2012 in poi, il Protocollo di Kyoto (l'accordo secondo cui ogni Paese firmatario
deve ridurre le proprie emissioni di una certa quota rispetto ai valori del 1990) e giungere a un Piano condiviso sul clima specialmente nel campo del trasferimento e della diffusione delle migliori tecnologie.
Intanto non c'è giornale, né agenzia, su carta o nel web, che non dedichi spazio e attenzione alla Conferenza Onu e dai cui esiti - è opinione comune - dipende il futuro del Pianeta.